Giuseppe De Marte - Flotta Dinghy del Lario

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Giuseppe De Marte

Dettaglio


2002 - Vincitore I° Raduno Nazionale Dinghy Classici a Cernobbio

1991 - Vincitore Regata del Ventennale (match race a squadre)  a Bellano








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Giuseppe (Pino) De Marte è un ex socio del C.V. Bellano (attualmente è iscritto al C.N. Ugo Costaguta di Voltri) e ci ha mandato un suo ricordo che parla di Dinghy e del Lario.

Cominciò così … di Giuseppe (Pino) De Marte

Portando l’Europa per qualche lavoro di manutenzione proprio alla “falegnameria” dei Colombo a Cadenabbia rividi un dinghy nuovo, chiesi al signor Leopoldo quanto mi sarebbe costato con la permuta dell’Europa e l’ordinai. Consegna giugno 1989. La barca fu stazzata dall’ing. Zerboni proprio al CV Bellano, alla presenza del compianto prof. Francesco Bariffi, che naturalmente mi convinse a iscrivermi a Bellano e, soprattutto a partecipare alle regate della classe di cui era il segretario. Proprio quell’anno a settembre si svolse a Bellano il campionato italiano dinghy che vide per la prima volta presenti anche alcuni amici del lago Maggiore. All’epoca la flotta dinghy del lago di Como era tra le più numerose, ricordo Battistoni, Dragonetti, Cappato, Landi, Santini, Falzotti, Mastalli e tanti altri. Restai quindi iscritto a Bellano per tre anni, fino al campionato italiano del 1992, quando per riconoscenza al Presidente Piero Candiani dell’UVM (Maccagno) per avermi “salvato” dalla prima scuffia in dinghy, mi iscrissi li.
Con un balzo arriviamo al 2002, a Cernobbio. L’ingresso di Giuseppe La Scala nella classe, che stava attraversando una grande crisi di numeri e di identità, è stata come un ciclone. Ci “inventammo” proprio lì, nel corso di una cena offerta da Daniele Riva, un circuito dei legni la cui prima prova si svolgeva nelle acque di Moltrasio-Cernobbio. Negli anni successivi il trofeo del dinghy classico, ha sempre fatto tappa a Bellano, ma da due anni è approdato in altri lidi ... peccato!
Da allora la classe Dinghy ha fatto tanta strada e non è il caso di ricordarne i successi, basta consultare gli annuari, i numeri speciali ed il Registro del dinghy classico. Purtroppo lo sviluppo impetuoso della classe in altre zone ha fatto un po’ “dimenticare” Bellano dai prestigiosi circuiti nazionali.
La ragione è una vera e propria esplosione del calendario con un totale di più di cento regate molte delle quali richiedono lunghe trasferte. Quest’anno ad esempio i dinghy classici hanno avuto ben due trasferte internazionali, una a Porto Rose ed una a Lucerna. E’ certamente una legge del mercato, occorre offrire cioè qualcosa in più per ottenere ancora una regata nazionale, un campionato o una internazionale rispetto ad altri circoli velici più blasonati, ma i “fondamentali” di un campo di regata come quello di Bellano, un piazzale con ben tre scivoli ed una gru, la vicinanza con Milano e la rude, ma semplice, accoglienza di Aldo, dove li trovate? Sono certo che torneremo a Bellano e ci ritroveremo con tanti amici, vecchi e nuovi, felici di accoglierci.

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